Ottobre è il mese dell’educazione finanziaria, un tema per noi importantissimo in Euclidea. Siamo in prima linea a sostenerla, a far sì che ogni risparmiatore diventi consapevole degli strumenti in cui investe, fondi o ETF, delle commissioni che paga e dei suoi diritti.

In Italia qualcosa si sta muovendo e questo mese ne è la prova. Ovviamente non basta; bisogna fare di più partendo proprio dalle scuole e rendendo obbligatoria nei piani di studio l’educazione finanziaria. Il risparmio è una parte essenziale della vita di tutti noi  e non si capisce perché i ragazzi non debbano conoscere le basi di come risparmiare e di come investire, a prescindere da quali studi faranno all’ università.

Quello che ci ha colpito è la scarsa conoscenza dei costi che ognuno di noi sopporta quando investe. La Consob ha evidenziato che l’85% circa degli Italiani pensa che investire il denaro sia gratis o non è a conoscenza di quanto paga alla banca o al proprio consulente finanziario: in pratica è come andare in pizzeria e pensare che la cena sia gratis o non guardare i prezzi quando si ordina. La Consob non ha detto un italiano su 5, ma circa 4 su 5, ed è un numero altissimo.

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Se questi numeri danno un’idea di dove siamo in Italia in questi giorni, un altro tema fondamentale sta interessando molti risparmiatori sempre in Italia: BTP e spread, inseriti in un più ampio movimento di rialzo dei tassi partito dagli Stati Uniti. Temiamo che il panico che genera anche molta informazione o disinformazione porti i risparmiatori a uscire ora dal mercato obbligazionario o dal loro BTP, di fatto consolidando una perdita, per passare a strumenti più sicuri dove non guadagneranno mai.

Avevamo scritto mesi fa, cercando di guidare il risparmiatore, indicando i quattro aspetti fondamentali dell’investimento: obiettivo, rischio, orizzonte temporale e costo.

Il punto più importante è proprio l’obiettivo: se hai indicato correttamente il tuo obiettivo rispondendo alla profilazione, non devi cambiare per nessun motivo il tuo investimento, o meglio, l’investimento può cambiare solo se cambia qualcosa nella tua vita da un punto di vista economico, in positivo, come ad esempio una promozione sul lavoro, un premio aziendale, un’eredità, o in negativo, come la perdita del lavoro o un mancato incasso. Questi eventi possono cambiare l’obiettivo del tuo investimento e farti passare da un profilo di rischio prudente a uno più aggressivo o viceversa.

Mai e poi mai, però, devi cambiare il tuo obiettivo e di conseguenza il tuo portafoglio per movimenti di mercato, a maggior ragione se di breve termine.  Questo ti porta sempre a uscire male e ad investire peggio. Seguire i mercati è il lavoro di chi gestisce il tuo portafoglio: tu devi solo indicargli correttamente quale è il tuo obiettivo.

Il mese dell’educazione finanziaria? Continuiamo a crederci e qualcosa cambierà

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