Tutti i genitori desiderano per i propri figli un futuro sereno, segnato dalla libertà e dalle possibilità.

Un bambino che nasce è una gioia per la famiglia, è il simbolo dell’inarrestabile energia vitale e delle generazioni che continuano a compiere i loro passi avanti nel tempo. L’investimento verso la nuova vita è quotidiano e tutti, in un modo o nell’altro, partecipano affinché il presente e il futuro dell’ultimo arrivato siano felici e ricchi di prospettive.

È vero però che, a volte, l’entusiasmo e la voglia di fare vengono limitati dai costi della vita di tutti i giorni, realtà che porta facilmente a scoraggiarsi. Crescere un figlio è un impegno non indifferente per il bilancio familiare che deve tener conto del costo medio di mantenimento di un figlio che varia, secondo quanto emerso dall’osservatorio Federconsumatori, dai 113 ai 270 mila euro[1].  A questi vanno poi aggiunti i costi legati all’eventuale scelta universitaria e quello che ne consegue.

In un mondo di cicale, sii la formica

“Ma perché lavorate tanto, venite qui all’ombra a ripararvi dal sole, potremo cantare insieme!”

“Non possiamo! Dobbiamo preparare le provviste per l’inverno! Quando verrà il freddo e la neve coprirà la terra, non troveremo più niente da mangiare e solo se avremo le dispense piene potremo sopravvivere!”[2]

Eppure un modo per dare ai propri figli il massimo supporto, riducendo lo sforzo finanziario al minimo possibile, esiste. Come la favola de La cicala e la formica insegna, il segreto è risparmiare poco per volta. Pianificando sin dalla nascita un investimento periodico, in linea con le risorse che si hanno a disposizione e con un obiettivo temporale di lungo termine, il figlio si ritroverà, in età adulta, a poter fare affidamento sui risparmi accantonati dai propri genitori. Se proviamo a fare una simulazione, infatti, vedremo come risparmiando ad esempio 5 euro al giorno, tutti i giorni, per 20 anni, l’ormai non più bambino, che sarà a quel tempo un ventenne, si troverà a poter contare su una base di risparmi di 36.500 euro.

L’Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie delle famiglie ci conferma inoltre questa tendenza. Infatti, tra le ragioni principali di risparmio delle famiglie italiane ci sono proprio i figli (16%), preceduti dai risparmi per la vecchiaia (21%) e seguiti da quelli per l’acquisto di un’abitazione (16%).

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Non solo genitori

Ma non solo i genitori sognano (e risparmiano), anche i nonni. Eh sì, quante volte ci capita di vedere nonni che stravedono per i propri nipoti e per cui farebbero di tutto? Oppure quanto, noi stessi, siamo stati amati e viziati dai genitori dei nostri genitori, che non ci facevano mancare niente e, anzi, ci concedevano i piccoli lussi che mamma e papà, per una ragione o per un’altra, ci negavano? Per non parlare delle mance date di nascosto durante le feste o ai compleanni.

Ma da dove parto, oggi, per assicurare il suo domani?

Grazie al Portafoglio Figlio, offerto da Euclidea, decidi il tuo investimento iniziale e alimenti il tuo capitale mese dopo mese. Limitando, in questo modo, l'esposizione al rischio dovuto alle oscillazioni del mercato.

  • Disinvesti quando vuoi;
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  • nessun costo aggiuntivo.

Se un tempo si risparmiava con conti deposito e libretti, strumenti poco redditizi, ora le scelte sono aumentate e, con queste, la possibilità di destinare i propri risparmi a soluzioni meno costose e più vantaggiose.

Oggi con Euclidea hai accesso ad investimenti in fondi ed etf che consentono maggiori rendimenti e piena flessibilità, con il vantaggio di costi dimezzati rispetto ad una gestione tradizionale.

Il servizio può essere sottoscritto esclusivamente da un genitore o un nonno indicando come beneficiario un figlio/nipote minorenne. In sostanza viene sottoscritto un contratto di gestione Euclidea in cui l’intestatario principale seleziona un portafoglio di investimento in base al punteggio MiFID raggiunto. L’operatività sulla gestione potrà essere svolta solo dall’intestatario principale e una volta che il minore beneficiario raggiunge la maggiore età diviene intestatario del contratto di gestione.

Nel caso in cui dovesse verificarsi il decesso dell’intestatario principale, l’investimento entrerà nell’asset ereditario.

 

[1] Fino ai 18 anni.

[2] Estratto da: La cicala e la formica, favola scritta da Esopo. La morale insegna che se si vuole essere al sicuro nei momenti difficili, è necessario impegnarsi prima

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