ETF, che sta per Exchange Traded Fund, è niente altro che una particolare tipologia di fondo comune di investimento (o Sicav), caratterizzato da tre elementi fondamentali:

  • viene negoziato in Borsa come un’azione;
  • il suo unico obiettivo è quello di replicare l’indice a cui si riferisce e lo fa attraverso una gestione di tipo passivo[1];
  • sintetizza le caratteristiche di un fondo e di un’azione permettendo così di sfruttare i punti di forza di entrambi.

Grazie a questa varietà gli ETF si rivelano come un valido strumento per gli investimenti in quanto la loro attività è limitata a seguire passo passo un indice di mercato. Inoltre, gli ETF, possono essere negoziati in Borsa in qualsiasi momento, come un vero e proprio titolo azionario.

Quali sono i vantaggi di investire in ETF?

I vantaggi di investire in ETF sono diversi, tra questi però ve ne sono alcuni fondamentali:

  • spese più basse: gli ETF non prevedono commissioni (motivo per cui sono più facilmente proposti da gestori indipendenti) e il costo di gestione difficilmente supera quello dei fondi attivi.
  • Liquidità: in quanto strumenti quotati, gli ETF sono estremamente liquidi[2].
  • Trasparenza: gli ETF sono completamente trasparenti, ogni investitore può vedere con esattezza quali sono i titoli compresi in ciascun ETF.
  • Diversificazione e riduzione del rischio: grazie agli ETF è possibile accedere ai principali indici di mercato. Inoltre il patrimonio che viene investito tramite ETF è separato da quello delle società che si occupano dell’emissione e della gestione. Questo significa che, in caso di fallimento delle stesse, il patrimonio investito in ETF rimane al sicuro. 

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Quanto costa investire in ETF

Come dicevamo, investire in ETF è decisamente economico. Gli ETF infatti, replicando passivamente un indice, non presentano al loro interno il costo (previsto invece nel caso di strumenti a gestione attiva) del gestore che si attiva per battere un benchmark. Come per ogni strumento finanziario le parole d’ordine, grazie alle quali è possibile scoprirne i costi, sono: spese correnti. All’interno della spesa corrente di ogni strumento (quello che prima dell’entrata in vigore della normativa Ucits IV era da tutti conosciuto come TER) vengono infatti indicate le spese di gestione dello stesso e, mediamente, le spese correnti per gli ETF obbligazionari è pari allo 0,27% mentre per quelli azionari è pari allo 0,36%[3].

La gestione Euclidea e la presenza di ETF nella composizione del portafoglio

Gli ETF sono, per gli aspetti appena citati, strumenti che possono rivelarsi decisamente vantaggiosi per l’investitore. Nonostante questo, riteniamo che un portafoglio composto da soli ETF non garantisca il massimo della qualità, a parità di costi, e, per questo motivo, ai nostri clienti, proponiamo portafogli composti sia da ETF che da fondi attivi. I portafogli Euclidea sono creati in modo da avere la maggiore efficienza, ma a costi sempre contenuti. Il servizio di gestione patrimoniale Euclidea, infatti, arriva a costare meno della metà rispetto alle gestioni patrimoniali tradizionali.

[1] La gestione passiva è una politica per la quale il gestore si pone l’obiettivo di replicare l’andamento del benchmark (indice di riferimento) prescelto e/o dell’indice di mercato ove il fondo investe. I fondi gestiti con questa strategia vengono chiamati fondi passivi.

[2] La liquidità di uno strumento identifica la capacità di un investimento in attività reali o finanziarie di trasformarsi facilmente e in tempi brevi in moneta a condizioni economiche favorevoli, cioè senza sacrifici di prezzo rispetto al prezzo corrente. Fonte: Borsa Italiana.

[3] Fonte www.ishares.com.

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