Un recente studio dell’ESMA del 2019 condanna il mondo del risparmio gestito italiano come il più caro d’Europa. Questa ricerca fa riflettere sulla potenziale crescita per nuovi operatori indipendenti nel mercato italiano che non soffrono del cosiddetto “home-bias”, cioè la tendenza (che spesso caratterizza il risparmio gestito italiano) a selezionare fondi della nazione in cui si opera, o addirittura della stessa casa di gestione (in pieno conflitto di interessi), indipendentemente dalla qualità o dal costo dello strumento. La scarsa trasparenza dei costi rappresenta un terreno su cui i Robo-Advisor hanno ampio spazio per farsi conoscere.

Diverse fonti avvalorano questa ipotesi. Da uno studio della Consob appare infatti più che evidente che il mercato italiano della consulenza finanziaria sia alquanto opaco. Fra gli intervistati meno del 20% è consapevole del fatto che stia pagando il servizio di financial advisory, al contempo solo poco più del 30%, qualora ne fosse a conoscenza, sarebbe disposto a pagarlo. A nostro modo di vedere un modello di business scalabile, a basso costo e indipendente in Italia dovrebbe concentrare gran parte dei propri sforzi sul rendere edotti sulla poca trasparenza delle gestioni delle banche tradizionali. La Mifid 2 dovrebbe aiutare notevolmente in tal senso.


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La ricerca “Global Investor Pulse” del 2018 di BlackRock evidenzia come l’Italia sia uno dei paesi dove il grado di soddisfazione della clientela nei confronti del proprio promotore è significativamente più basso (61%) rispetto alla media mondiale (76%).

Inoltre, la stessa ricerca fa notare come il mercato potenziale italiano (ovvero chi non ha al momento investimenti finanziari) abbia una alfabetizzazione finanziaria più bassa rispetto al resto del mondo: circa il 63% dei rispondenti trova le informazioni sugli investimenti difficili da comprendere, contro una media mondiale di 71%. La clientela potenziale italiana inoltre si caratterizza anche per una certa diffidenza verso il mondo degli investimenti, solo il 50% degli intervistati crede che cominciare ad investire oggi possa portarli ad una migliore condizione economica nel futuro.

 

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Tutti questi dati sul mercato italiano suggeriscono che l’investitore medio è contraddistinto da un diffuso livello di insoddisfazione (spesso alimentato da performance deludenti e costi troppo alti) e da una certa diffidenza  verso il mondo della finanza. A nostro parere questi presupposti sottolineano come nella clientela del risparmio gestito vi sia una grandissima domanda (spesso non soddisfatta) di performance a costi contenuti, di trasparenza e soprattutto di semplicità e chiarezza nella reportistica e nell’accesso quotidiano ai propri dati. Tali necessità hanno creato nel tempo un diffuso interesse verso il mondo della robo-advisory.

La parola Robo-Advisor spesso genera confusione fra chi ancora non è familiare con il servizio. I Robo-Advisors, nella maggioranza dei casi, non vanno intesi come gestioni di portafoglio “sistematiche” o robotizzate, ma semplicemente come gestioni di portafoglio scalabili offerte tramite il web e rivolte ad un numero virtualmente infinito di clienti che condividono o meno gli stessi obbiettivi e/o lo stesso profilo di rischio.

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A tal proposito va sottolineato che nella costruzione di un portafoglio modello (cioè il portafoglio comunemente proposto ad una moltitudine di clienti che condividono lo stesso profilo di rischio-rendimento) la componente umana è spesso più importante di quanto venga generalmente pubblicizzato. Infatti, gran parte dei Robo-Advisor affiancano la componente algoritmica ad un team competente in fatto di asset allocation e, talvolta, di fund selection. Sarebbe utile focalizzarsi di più sulla parola “advisor” piuttosto che sulla parola “robo”, poiché nella grande maggioranza dei casi non sono dei “robot” a gestire il portafoglio finale offerto al cliente, ma gestori aiutati dalle nuove tecnologie e dalla scalabilità del modello di business.

Da questo sistema di interazione fra tecnologia, intelligenza artificiale ed essere umano Euclidea ha tratto la propria filosofia: il cliente potrà beneficiare di un approccio ibrido e sarà lui a scegliere quale servizio  preferire. Infatti, è il cliente a scegliere fra un servizio totalmente digitale con accesso online e supporto telefonico, email e chat oppure  un servizio umano con un consulente dedicato che gli fornirà consigli di investimento ed aggiornamenti sulla propria gestione.

 

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