Sono molti i prodotti che sono afflitti dalla stratificazione dei costi: i fondi di fondi, gestioni patrimoniali e le unit linked sono quelli più diffusi. Fortunatamente la MIFIDII farà emergere tutti questi costi nascosti.

I fondi di fondi sono organismi del risparmio collettivo che investono principalmente (o esclusivamente) in altri fondi di investimento. Il vantaggio comunemente attribuito a questo tipo di strumento è quello di fornire all’investitore una estrema diversificazione sia di portafoglio che di stili di gestione patrimoniale, che sarebbe assai più complessa investendo direttamente in titoli.

Tuttavia, vi è anche un'altra faccia della medaglia, quando si investe in un fondo di fondi è necessario pagare sia le commissioni relative a tale fondo che le commissioni degli strumenti “in pancia” al fondo. Il cliente si deve dunque fare carico di una doppia struttura commissionale e ciò può notevolmente impattare le spese correnti che egli andrà a sostenere. Inoltre, vi è un apparente incentivo per il gestore del fondo di fondi a veicolare l’allocazione di portafoglio verso fondi “della casa”, spesso sub-ottimali per il cliente, in modo tale da incassare due volte le commissioni sia dal fondo che dagli strumenti in cui esso investe (fondi a loro volta).

Dunque, è opportuno tenere conto di queste commissioni annidate che il gestore del fondo può trarre a suo vantaggio, è utile anche ricordare che quando si parla di commissioni ci si riferisce comunemente non solo a quelle di gestione, ma anche a quelle destinate alla banca depositaria, quelle amministrative e di performance. Questa struttura di costi genera un conflitto di interessi che va a discapito delle performance complessiva del fondo di fondi.

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Dimostrazioni di questo fenomeno si possono facilmente riscontrare anche nel mercato italiano. Un esempio calzante è rappresentato un fondo tra i più diffusi venduti dalla principale rete di consulenti. Osservando più da vicino questo fondo si può notare come, oltre le commissioni di gestione, le spese degli strumenti acquistati dal fondo comportano un onere extra per il cliente, che ammonta circa ad un ulteriore 1%. Di questo 1% circa 0,75% viene indirizzato a fondi “della casa”, mentre solo 0,25% rappresenta commissioni verso fondi esterni. Si noti come le commissioni relative agli strumenti della casa di gestione ammontino circa al triplo di quelle verso le altre case, questo dato può essere considerato un ‘termometro’ del conflitto di interesse esistente nella scelta degli strumenti di investimento.

Ma la storia non finisce qui perché anche i costi accessori sono duplicati. Si giunge quindi ad una struttura estremamente onerosa che rende assai difficile la possibilità di raggiungere risultati soddisfacenti.

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