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Investimenti value e growth: qual è il migliore stile oggi?

Il dibattito sul modo migliore di investire è antico quanto i mercati finanziari ed uno degli argomenti più discussi è se lo stile di investimento “growth” sia migliore di quello “value” o viceversa.
Sono tante le ricerche empiriche e le opinioni di esperti che si possono anche facilmente trovare in internet a proposito dell’una o dell’altra tesi.
Chi ha ragione quindi? Chi ascoltare per scegliere lo stile di investimento più performante? Come scegliere i fondi growth o quelli value? Hai già un portafoglio fatto a tua misura?
Ma prima di tutto: cosa sono esattamente “value” e “growth”? Vediamolo brevemente.


Stile di investimento growth e value: cosa significa?

Growth e value sono due approcci all’investimento diversi, utilizzati anche per suddividere in categorie azioni e fondi comuni.
Pur non essendo l’unico modo per classificare titoli e fondi, è uno dei più diffusi.
Ma in cosa sono diversi growth e value?

Gli investitori “growth” vanno alla ricerca di aziende in grado di crescere ad un tasso superiore a quello del mercato e dei concorrenti, aziende che operano in settori a loro volta con alta crescita attuale o potenziale (per intenderci: non gli operatori telefonici o le utilities, ma biotecnologie e semiconduttori, ad esempio).
La crescita superiore può essere del fatturato, dei loro “flussi di cassa” o, sperabilmente, dei profitti. In ogni caso questa “crescita attesa” rende alte le aspettative degli investitori, alte le valutazioni dei titoli (alti P/E, ad esempio) e molto più volatile il prezzo di questi titoli, sia al rialzo che al ribasso.

I titoli “value” sono invece quelli giudicati “poco costosi” rispetto a una o più metriche, come ad esempio il rapporto Prezzo/Utili (P/E), il Price to book (P/B); o ancora sono sottovalutati rispetto al valore netto delle proprie attività paragonato alla loro capitalizzazione (immaginatelo come la differenza tra patrimonio e debito raffrontata al valore di mercato dell'azienda).
In ogni caso sono aziende la cui valutazione non è così dipendente dal tasso di crescita. Sono quindi azioni che generalmente sono meno rischiose di quelle growth e a cui viene generalmente associato un ritorno sugli investimenti più basso, ma che solitamente pagano dividendi.
Hanno quindi sia valutazioni che un profilo di rischio rendimento più contenuto (non ci stancheremo mai di scriverlo: rischio e rendimento sono sempre direttamente collegati).

Questi due approcci sono seguiti sia da investitori privati che dai gestori dei fondi di investimento. 
Ma ora che sappiamo che cosa sono, una domanda viene spontanea: quale dei due approcci è il più vantaggioso?


Performano meglio gli investimenti growth o quelli value?

Potremmo aspettarci che le aziende growth diano un rendimento superiore nel lungo termine, …ma controintuitivamente non è così!
L’evidenza empirica dimostra che ci sono moltissimi periodi pluriennali in cui lo stile di investimento value ha una performance superiore, anche risk adjusted.
Ad esempio, uno studio dimostra che nel periodo tra il 2000 e il 2013 le azioni value di piccola, media e anche grande capitalizzazione hanno performato meglio delle growth.


Value vs growth nel Russell 1000
Fonte: Seeking Alpha



Peccato che la stessa ricerca rilevi che è stato vero esattamente il contrario tra il 2007 ed il 2013: in ciascuna delle tre categorie di azioni il growth ha infatti performato meglio.

Un ulteriore esempio? Un’altra rilevante ricerca evidenzia come dal 1990 al 2014 il value abbia avuto una performance superiore, ma ciò non è vero se nello stesso periodo si analizzano periodi temporali di 5 anni (rolling, cioè come finestre lunghe 5 anni che scorrono annualmente).
Altro aspetto importante: la magnitudine oltre che la frequenza.
Se è vero che i titoli value hanno outperformato quelli growth più frequentemente, è anche vero che quando questi ultimi performano meglio lo fanno con un ordine di grandezza molto superiore.

 

Value vs growth 5 years rolling since 1945

Fonte: www.euclidean.com


Insomma, tantissimi sono gli studi accurati realizzati sul tema, ma dalla loro lettura non emerge un’evidenza chiara e sempre corretta che uno stile di investimento sia migliore dell’altro.

Ci si aspetta tuttavia che in diverse fasi del ciclo economico e del ciclo dei mercati finanziari una categoria abbia rendimenti superiori all’altra.
Ad esempio, in periodi di tassi di interesse molto bassi o di forte crescita economica le aziende growth hanno performance superiori, mentre in fasi più difensive le value danno un’outperformance significativa. I dati empirici, comunque, smentiscono che questo sia  ciò che accade in modo ricorrente.


In quale stile di investimento investire oggi, value o growth?

Con l'incertezza che emerge dalle analisi sul tema e che abbiamo esemplificato poco fa, i più attenti e preparati hanno già intuito che anche in questo caso la diversificazione è la migliore amica del risparmiatore.
Un portafoglio ben diversificato è senza dubbio meglio in grado di affrontare i rialzi ed i ribassi non solo dei mercati, ma anche di ciascuna di queste categorie di azioni e di fondi di investimento.

Un portafoglio è bilanciato se lo è anche per stile di gestione: se il tuo non
ha un mix di fondi di investimento e/o titoli sia value che growth, allora è un portafoglio che ti espone maggiormente a scenari specifici.
Inoltre, modificare nel tempo il mix di value e growth all'interno di un portafoglio di investimenti è un’attività delicata: non può essere gestita di istinto e in modo radicale, ma demandata ad analisi accurate, con più probabilità di essere corrette e di gestire meglio il rischio.
Anche in questo Euclidea aggiunge all’intelligenza umana dei suoi gestori una profondità di analisi condotta grazie a strumenti di intelligenza artificiale.


Quindi oggi, come sempre, è il momento di investire per raggiungere i propri obiettivi, ma, come sempre, è meglio un portafoglio diversificato anche per stile di gestione growth e value, ottimizzato per i costi di gestione: solo così puoi metterti nelle migliori condizioni per ottenere una performance superiore.

 

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