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Fondi comuni di investimento, come scegliere i migliori?

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I fondi comuni di investimento sono strumenti di risparmio democratici, accessibili a cifre basse e con un buon grado di diversificazione. Ma come si scelgono?

Scegliere come investire i propri risparmi è una delle decisioni più difficili. Come regola generale è fondamentale confrontare diversi prodotti prima di scegliere, così come facciamo per ogni altro acquisto, e verificare che non vi sia un conflitto di interessi tra il venditore e il prodotto che vi sta proponendo.

Per scegliere i fondi, bisogna conoscerli

È bene dire poi che per scegliere i fondi bisogna conoscerli. Per questo è necessario leggere bene il KIID (Key Investor Information Document), dove sono contenute tutte le informazioni principali sul fondo. Questo ci  consentono di comprendere quali differenze esistono tra i vari prodotti e quale sia la loro capacità di soddisfare le proprie esigenze di investimento. 

A quali aspetti, soprattutto, dobbiamo prestare attenzione nella selezione di un fondo?

Prima di scegliere un fondo in cui investire, dovremmo fare senza dubbio attenzione a:

  • Tipologia: non esiste ovviamente un segmento migliore in assoluto, ma è fondamentale identificare le proprie esigenze e la propria propensione al rischio. Oltre a questo è importante scegliere fondi che diversifichino molto in termini di azienda, di paese, di valuta, di comparto e di criteri adottati dal gestore nel processo di gestione, in modo tale da non soffrire oltremodo in caso di perdite di una singola azienda/Paese/valuta/comparto. Tra le più comuni tipologie di fondo d’investimento vi sono i fondi azionari, che investono prevalentemente in azioni ed hanno un alto  grado di rischio, i fondi obbligazionari, che investono in Titoli di Stato e obbligazioni e infine i fondi bilanciati, che investono sia in obbligazioni che in azioni.
  • Costi: è sempre importante verificare l’entità delle commissioni di gestione, che rappresentano il principale costo di un fondo comune di investimento e si pagano ogni anno insieme alle eventuali commissioni di performance e di ingresso/uscita. Se eccessivamente elevate, le commissioni possono ridurre o addirittura arrivare ad azzerare eventuali rendimenti maturati durante il periodo di investimento.

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  • Benchmark: il benchmark è un indice che serve a valutare l’andamento del fondo rispetto al mercato di riferimento. Non tutti i fondi comuni hanno un benchmark; ma, quando c’è, esso costituisce un parametro importante al fine di valutare l’andamento del fondo e l’adeguatezza delle commissioni di performance. Per quanto concerne i fondi comuni di diritto italiano, questi hanno l’obbligo di indicare il benchmark su tutta la documentazione rivolta al pubblico e di metterlo a confronto con l’andamento del fondo.
  • Performance: guardare alla performance passata per capire se il fondo ha, appunto, performato bene o male. La performance passata, in ogni caso, non garantisce quella futura, ma un rendimento sistematicamente migliore di quello del benchmark e degli altri fondi nella stessa categoria è un’informazione utile per valutare l’abilità del gestore.
  • Rischio: è meglio un fondo che registra + 10% tutti gli anni, ma nel corso dell’anno passa da +50% a -50% o, al contrario, un fondo che ci offre il 5% annuo con variazioni molto ridotte? Non ci sono dubbi: il secondo. Infatti, basso rischio significa maggiore stabilità dell’investimento e maggiore sicurezza nel poter disinvestire in qualsiasi momento senza incorrere in fluttuazioni enormi.

La selezione dei fondi secondo Euclidea

Questi sono gli aspetti di cui anche noi, in Euclidea, teniamo conto nella selezione dei fondi da inserire nei portafogli dei nostri clienti. In particolare, per ogni diversa tipologia di fondo, in base alle sue caratteristiche, attribuiamo un peso diverso a ciascuna delle variabili precedentemente citate (tipologia, costi, benchmark, performance e rischio). Da questo processo ne deriva una classifica che permette di identificare e inserire nei portafogli dei clienti i migliori strumenti disponibili sul mercato a seconda delle necessità del singolo risparmiatore e di ciò che si aspetta dal suo investimento.

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