Quando si acquista un fondo, si ha la possibilità di farlo in diverse versioni, le cosiddette share class o classi di azioni.

Le classi di azioni si differenziano per varie caratteristiche:

  1. la valuta di denominazione (euro, dollaro usa, etc.);
  2. la presenza della copertura del cambio;
  3. la copertura del rischio di tasso (più raramente).

Il portafoglio sottostante all’investimento a qualunque share class è sempre lo stesso quindi anche la qualità della gestione è la medesima. Si tratta, sostanzialmente, dello stesso identico fondo.

C’è un fattore che differenzia ancora di più le share class, il costo

La divisione più importante tra le share class è quella tra istituzionali o retail:

  • Retail: sono le classi di fondi offerte di norma all’investitore privato, ad esempio sulle piattaforme online o tramite i promotori finanziari, che hanno un costo più alto;
  • Istituzionali: sono le classi di fondi acquistabili dagli operatori professionali (investitori istituzionali) che hanno un costo ridotto.

Potrebbe sembrare una distinzione di poco conto, ma investire in un fondo istituzionale, piuttosto che retail, può fare la differenza. Esaminiamo, per esempio, il caso di un fondo piuttosto diffuso, il Pictet Emerging Markets Hard Currency, coperto dal rischio di cambio in euro. Si tratta di un fondo con ottime performance, 4 stelle Morningstar e oltre 7 miliardi di euro di patrimonio.

 

Grafico Istituzionali e Retail

Nel grafico sono rappresentate le performance della classe istituzionale (“I”) e di quella retail (“R”) a 1,3 e 5 anni.

Questo significa che, se fossero stati investiti 100.000€ cinque anni fa nella classe istituzionale, “I”, il capitale finale sarebbe stato pari a 123.900€. Al contrario, se fossero stati investiti 100.000€ nella classe retail, “R”, il capitale finale sarebbe stato pari a 117.570€. La differenza di 6.340€ è completamente attribuibile alla differenza di commissione implicita nelle diverse classi di azioni. Una disparità da non trascurare.

L’intermediario, un attore costoso

La differenza di costo tra la classe retail e la classe istituzionale, nasce proprio nella presenza, o meno, della figura dell’intermediario. Il promotore finanziario, che si colloca tra l’investitore e il gestore, percepisce per il suo servizio una remunerazione che si traduce in un costo che il risparmiatore deve sostenere andando così a diminuire il proprio rendimento. Nel caso di una gestione patrimoniale senza intermediari, in cui vengono selezionati fondi istituzionali a favore di quelli retail, questo costo scompare e l’investimento, in fondi di pari qualità, vedrà sostenuti costi minori.

Migliora i tuoi investimenti  
Ottieni il tuo portafoglio personalizzato in 2 minuti

Fai una simulazione

Perché, quindi, non tutti gli investitori scelgono di investire in classi istituzionali?

Non per tutti è possibile investire in classi istituzionali, questo perché le classi istituzionali sono accessibili, come suggerisce il nome stesso, solo ad investitori istituzionali (fondi pensione, assicurazioni, SIM, SGR, etc.) e il taglio minimo di investimento è di norma 1 milione di euro. Le classi retail sono invece dedicate ai singoli investitori e richiedono un investimento minimo ridotto. La differenza, dovendo fare una similitudine, è come avere la possibilità di acquistare “all’ingrosso” (classe istituzionale) o “al dettaglio”(classe retail).

La scelta di Euclidea, la ricerca della miglior performance per il cliente

Euclidea, nel gestire i portafogli dei propri clienti, ha scelto di utilizzare esclusivamente classi istituzionali e non riceve alcuna utilità dal fondo, come prescritto dalla normativa delle gestioni patrimoniali. È in questo modo che può garantire al risparmiatore la ricerca della miglior performance evitando, così, conflitti di interesse.

Valuta ora la nostra proposta di investimento

Ottieni il tuo portafoglio personalizzato in 2 minuti.

Fai una simulazione