“E come si impara a risparmiare?” vi starete chiedendo; ma soprattutto: da dove si comincia?

Chiariamo subito che risparmiare non è l’unico fattore che può aiutarci a raggiungere l’obiettivo di migliorare la nostra situazione economica, ma sicuramente è il principale elemento a cui fare attenzione. La cura e la meticolosità con cui scegliamo di occuparci dei nostri risparmi,  sono infatti le basi per proteggere e far crescere il capitale in nostro possesso (qualunque sia la cifra di partenza).

È chiaro quindi che imparare a risparmiare implichi anche una nuova mentalità, orientata al risparmio, appunto e che sia libera da paure, ansie e preconcetti che ognuno di noi ha sul denaro e sulle proprie capacità (e possibilità) di risparmiare.

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3 trucchi per cominciare (e imparare) a risparmiare

  1. Focalizza i tuoi obiettivi. “Perché sto risparmiando?” “Qual è il motivo per cui sto prendendo questo impegno?” Definire i propri obiettivi è importante per mantenere alta la motivazione e non farci perdere di vista il motivo per cui ci stiamo dedicando a questa attività. Anche gli obiettivi, però, devono avere delle caratteristiche particolari. “Voglio diventare ricco”, ad esempio, non possiamo definirlo un vero e proprio obiettivo. Invece “Voglio mettere da parte 10mila euro per andare a vivere da solo entro il 2019”, ad esempio, lo possiamo considerare un obiettivo. Cosa è cambiato? Il secondo obiettivo è un obiettivo che possiamo definire S.M.A.R.T. ovvero: Specifico, Misurabile, Raggiungibile, Rilevante, Temporizzato (ovvero legato a una scadenza)[1]. Se riuscite a trovare uno o più obiettivi con queste caratteristiche, il gioco è fatto.

  2. Calendarizza i contributi. L’Università di Chicago ha effettuato un esperimento chiamato “Save More Tomorrow: Using Behavioral Economics to Increase Employee Savings” [2] su un gruppo di dipendenti a cui è stato chiesto se fossero disposti a risparmiare di più per la propria pensione. Come? Semplicemente firmando in maniera volontaria per aumentare leggermente la parte fissa del proprio stipendio destinata allo scopo. In 28 mesi è emerso che il tasso di risparmio medio dei partecipanti è passato dal 3,5% all’11,6%.
    Cosa è successo? Dal momento che i soldi “in più” venivano destinati automaticamente a partire dalla loro busta paga, senza passare sui loro conti corrente, non si attivava in loro la tentazione di spenderli o di tenerli perché “non si sa mai, possono servire”. Questa ricerca ci insegna quindi che un buon trucco per mettere i soldi da parte è fare, ad esempio, dei versamenti periodi e automatizzati che puntino a far crescere il nostro capitale bypassando il purgatorio della nostra indecisione.

  3. Investi con attenzione. Dove stai accumulando i soldi che stai mettendo da parte? Le possibilità sono tante e diverse e ognuna con delle sue caratteristiche distintive tra cui il livello di rischio e i costi da sostenere. Fare attenzione al risparmio, senza però avere una minima idea di quanto ci costa investire i soldi (si, anche lasciare i soldi sul conto ha un costo e per di più, è tra le scelte più rischiose) può rendere vana una parte dei sacrifici fatti. Farsi guidare da professionisti e scegliere gestioni a basso costo permette di salvaguardare il proprio capitale senza incorrere in elevate e spesso inutili spese.

“La realtà si forma attorno ai tuoi impegni. Il raggiungimento dei tuoi obiettivi è assicurato nel momento in cui ti impegni per essi.”
M. Steingart

 

[1] Il metodo S.M.A.R.T. è stato sviluppato da Peter Druck nel 1954, come parte integrante della filosofia di gestione aziendale.

[2] https://www.journals.uchicago.edu/doi/pdfplus/10.1086/380085

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