Mi piace, lo compro. Click. Mi piace, investo. Click.

Si, l’ho preso online così ho risparmiato. Perché fare tutta quella strada? Compralo sul sito che è più veloce. Pronunciamo frasi di questo tipo tutti giorni e, alcuni di noi, anche più volte al giorno. 

Che si tratti di un vestito, un elettrodomestico, un volo aereo, un mazzo di fiori, una visita medica o un biglietto del cinema. Dagli anni novanta, con la nascita dei primi due portali americani dedicati agli acquisti online, Amazon e EBay, ad oggi, non si può non dire che l’e-commerce sia di fatto entrato a fare parte della nostre quotidianità. Basti pensare che, su un totale di 516 milioni di persone che utilizzano Internet in Europa, più o meno il 75% della popolazione, gli e-shoppers sono più della metà ovvero 296 milioni[1]. L’e-commerce negli anni ha trasformato il settore del retail in un modo che, diciamocelo, non ci saremmo mai potuti immaginare. L’avvento del digitale ha disintermediato i canali di vendita tradizionale proponendo, di fatto, l’eliminazione della figura dell’intermediario e permettendo alla produzione di raggiungere direttamente il cliente finale. È lo stesso digitale, oggi, a portare la disintermediazione in un altro settore, quello della finanza.

Il FinTech come l’e-commerce?

Sembrava una realtà lontana, e invece… Come l’e-commerce, il FinTech rappresenta una fase progressiva di digitalizzazione del mondo della finanza. Si propone, quindi, di cambiare l’approccio degli utenti ai servizi finanziari invitando ad abbracciare un cambiamento culturale finalizzato a ridurre la distanza creatasi in anni e anni di dislivello informativo. La visione di lungo periodo dell’evoluzione del FinTech mostra quindi uno scenario, in termini di sviluppo, del tutto simili a quello che nel tempo di è delineato per l’e-commerce. Si prevede infatti, negli anni, una crescita esponenziale del nuovo settore, c’è chi parla di 46 miliardi di dollari di raccolta entro il 2020[2], preceduta, come accade per la maggior parte delle novità e come era accaduto anche nel caso dell'e-commerce, da una fase iniziale di sfiducia. 

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E-commerce e FinTech, cosa hanno in comune questi due termini?

Henry Ford sosteneva: “C’è vero progresso quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti” e possiamo dire che è proprio su questo che si basa la rivoluzione FinTech e su cui l’universo dell’e-commerce continua a crescere[3]. Sono inoltre diversi i punti che vedono e-commerce e FinTech vicini:

  1. Struttura: entrambi portano alla disintermediazione, viene promosso il contatto diretto con il cliente finale senza intermediari;
  2. Vantaggio nei costi: entrambi prevedono l’utilizzo della tecnologia al fine di ridurre i costi al consumatore garantendo comunque la medesima qualità di servizio/prodotto;
  3. Conoscenza in tempo reale: grazie al digitale il cliente ha la possibilità di conoscere informazioni in tempo reale (es. stato degli ordini nell’e-commerce o stato dell’investimento se parliamo di FinTech o, meglio, di InvesTech);
  4. Capillarità del servizio: la tecnologia permette di eliminare le barriere fisiche permettendo il dialogo con utenti e clienti al di fuori della copertura territoriale garantita dalla rete fisica;
  5. Atteggiamento utenti: nonostante oggi, il pubblico a cui si rivolge il FinTech sia molto più digitalizzato e pronto a confrontarsi con le sfide della tecnologia, la diffidenza, il timore del nuovo e del non capire quali sono i segnali di affidabilità, sono stati d’animo che caratterizzano le persone quando entrano in contatto con qualcosa di, fino a quel momento, sconosciuto.

Proprio per quest’ultimo motivo è importante imparare a riconoscere siti internet, nel caso dell’e-commerce e società, nel caso del FinTech, affidabili.

Nel carrello del FinTech

E se domani potessimo fare la spesa nel FinTech? La rivoluzione digitale in atto nel mondo della finanza, oltre ai vantaggi già menzionati, ci mette di fronte a una nuova possibilità di vivere il mercato dei servizi finanziari. Se un tempo si andava in banca e si comprava un intero pacchetto, dallo stesso operatore, che comprendeva numerosi servizi in una soluzione unica, oggi possiamo muoverci, tra le offerte finanziarie, come tra le offerte da scaffale. Il cliente può andare facilmente alla ricerca delle soluzioni più vantaggiose e decidere di rivolgersi ad un operatore per un determinato servizio, la gestione patrimoniale, ad esempio e a un altro per l’apertura del conto online e così via. Il FinTech in una parola? Libertà (di scelta).

[1] Fonte: Global B2C E-Commerce report 2016.

[2] Investimento globale annuale. Fonte: Innovate Finance Manifesto: UK 2020.

[3] In Europa l’e-commerce è cresciuto nel 2016 il 13% in più rispetto al 2015 raggiungendo un valore stimato di 509,09 miliardi di dollari. Fonte: Casaleggio Associati, E-Commerce in Italia, Report Maggio 2017.

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