L'industria finanziaria è probabilmente il settore dell'economia in cui si verifica la più grossa market failure. L'incontro tra venditori astuti e compratori non preparati e, talvolta, non protetti dalla normativa può produrre danni importanti, tra cui un massiccio trasferimento di ricchezza dagli investitori agli intermediari. Ma ora la Mifid II ha introdotto due importanti novità che stanno modificando e modificheranno il rapporto tra investitori e intermediari. Una riguarda i requisiti minimi di professionalità di chi interagisce con la clientela e l'altra una completa trasparenza sui costi.

Il sistema degli intermediari ha più volte cercato di resistere alla trasparenza sostenendo che comunque il risultato complessivo dell'investimento è quel che conta e già di per se include l'impatto dei costi.


Il regolatore europeo e l'ESMA hanno fortemente obiettato a questa posizione, ribadendo le proprie intenzione con una serie di prescrizioni che non lasciano dubbi sulla propria volontà. D'altronde la normativa già prevedeva un buon grado di trasparenza tramite KIID e PRIIPS ma ora, per la prima volta oltre al costo del singolo prodotto, bisognerà dare evidenza ai clienti sulla globalità dei costi.


E' sicuramente un cambiamento di portata rivoluzionaria e anche se la produzione dei rendiconti avrà delle difficoltà di calcolo e di interpretazione, nessuno si potrà esimere da rispettare lo spirito e la sostanza della normativa. Ci potranno essere tentativi di annegare i dati oppure si tenterà di pubblicare i rendiconti solo online ma nessuno potrà esimersi.

Sarà anche una occasione per la vera consulenza indipendente, che potrà portare in evidenza i costi laddove l'intermediario cerchi di fare il contrario.

Della reportistica prevista non si trova ancora traccia tangibile e si profilano ritardi pluriumensili ma è bene che i clienti sappiano che l'ESMA ha chiesto che i rendiconti siano forniti "as soon as possible".

Euclidea è stata la prima in Italia a fornire ai propri clienti questa informazione.


L'altra novità rilevante, che appare un dettaglio, ma ha una forte valenza psicologica è che i costi dovranno essere espressi sia in percentuale che in denaro (euro o altre valute): finalmente ai clienti sarà data evidenza della vera spesa in cui incorrono con la stessa modalità con cui vengono fatti pagare altri servizi.

Rimane da vedere se una volta presa nota dei costi gli investitori troveranno delle alternative adeguate.

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