Euclidea Magazine

Fondi ESG: quanto rendono e come sceglierli

Scritto da Euclidea | 27-nov-2020 7.19.15

Tutti i risparmiatori vogliono avere una performance più alta e un rischio più basso dai propri investimenti.
I più consapevoli pensano anche a quali possono essere le conseguenze dei loro investimenti, non solo per il proprio futuro e per propria famiglia, ma anche per il mondo in cui viviamo: una scelta valoriale che sempre più persone fanno.
E’ questo il motivo per cui nell’ultimo decennio gli investimenti ESG -cioè legati a tematiche ambientali, sociali e di governance aziendale- sono aumentati in modo significativo.
Già di per sé, il desiderio di contribuire in modo concreto a un cambiamento etico giustifica una scelta ESG.
Ma è possibile raggiungere anche gli altri obiettivi -di rendimento e di rischio- passando da investimenti non-ESG ad investimenti ESG?
E ancora: quale è il costo per ottenere questi risultati? (Sì, parliamo proprio concretamente del prezzo di un prodotto/servizio di investimenti di questo tipo).

Investimenti ESG: quanto valgono?

Dagli ultimi dati disponibili dal Global Sustainable Investment Report, la crescita dei risparmi gestiti secondo criteri ESG è stata molto elevata a livello globale.

 

Fonte: Global Sustainable Investment Report

 

Anche gli investimenti ESG sono un mondo eterogeneo: possono essere fatti in vari modi, utilizzando criteri o “stili” di selezione anche molto diversi tra loro.
Si possono escludere determinati settori o aziende, ad esempio; o, ancora, si possono inserire nel portafoglio del fondo solo investimenti in temi e attività specificatamente legate alla sostenibilità (come le energie rinnovabili).

 

Fonte: Global Sustainable Investment Report

 

Fondi ESG: quali performano meglio?

Come si suol dire, due domande sorgono spontanee:

  1. gli investimenti ESG garantiscono un rendimento superiore?
  2. Ci sono stili o criteri di selezione di investimenti ESG che possono dare un rendimento superiore?

La risposta alla prima domanda è semplice: no. Punto.
Chiunque e qualunque prodotto di investimento che “garantisca” un rendimento è una presa in giro, per non dire di peggio.  Oppure ha dei significativi costi nascosti grazie ai quali la promessa è mantenuta, come ad esempio i fondi a cedola.
Giriamo quindi così la domanda: gli investimenti ESG danno mediamente un rendimento superiore al mercato, per quanto non garantito?
Qui si apre il dibattito e per dirla con le parole di Jean-Carl Plagge, Senior Investment strategist di Vanguard Europa e co-autore di una splendida e profonda ricerca sul tema , “la letteratura accademica non è concorde su questo aspetto.”  (The Journal of Portfolio Management Vol. 46, Issue 3, Ethical Investing 2020).


Un fatto: molte ricerche empiriche dimostrano che gli investimenti ESG hanno rendimenti superiori a quelli di mercato. Un altro fatto è che ce ne sono altre che giungono a risultati diversi.
Per quanto le prime sembrino essere più numerose, non c’è quindi una risposta univoca.
Al momento, anche grazie agli enormi flussi di risparmi convogliati verso investimenti ESG (la cosiddetta “domanda” che fa alzare i prezzi di azioni e obbligazioni), è forse più probabile il primo scenario, ma solo il tempo potrà darci una risposta.


E per quanto riguarda la seconda domanda: esistono criteri ESG migliori di altri?
I dati analizzati sono tanti e sono anche articolati.
La risposta sintetica di Plagge è che non esiste un modo sistematicamente migliore per investire nei fondi ESG e ottenere un rendimento “risk adjusted” superiore. Un po’ come la risposta all’eterno dilemma “è meglio il value o il growth?”, quindi.
E’ come se ci chiedessimo quale sia la migliore automobile.
E’ immediato pensare all’uso che ne facciamo: inutile pensare alla Ferrari di Formula 1, se la performance è lo spostarci in famiglia con figli, bici e cane.
Inutile anche pensare a un SUV se abbiamo l’obiettivo di parcheggiare facilmente e consumare poco.

Ma proprio questo esempio ci aiuta a evidenziare informazioni molto utili che emergono dallo studio, davvero pervasivo, di Plagge e Grim.
Ok, non esiste una soluzione che sia sempre migliore in assoluto, ma ci sono auto migliori nelle loro categorie e che rimangono ad un livello superiore alle altre rivali.
Bene, anche per i fondi attivi e gli ETF ESG vale lo stesso.
La ricerca dimostra infatti che diversi fondi hanno avuto rendimenti superiori a quelli di mercato, sia con una entità rilevante, sia in modo ricorrente.
Come possiamo trovarli ? C’è qualcosa che li accomuna?


Come scegliere gli investimenti ESG: il modo migliore

Dalla ricerca di Plagge e Grimm emerge un filo conduttore che accomuna i migliori fondiESG, attivi o ETF che siano: costano poco.
Così come negli altri altri contesti, anche nell’ambito degli investimenti sostenibili i migliori fondi si confermano quelli che hanno i costi e le commissioni più contenute.
I dati e le evidenze della ricerca parlano ad occhio nudo: i rendimenti più alti sono ottenuti in modo sistematico dai fondi meno costosi, mentre quelli più cari sono quelli che performano in modo peggiore.


Fonte: Vanguard, Morningstar

 

Anche nella scelta degli investimenti sostenibili l’approccio più intelligente che possiamo avere è quello di partire dai prodotti meno costosi.
Mentre l'intera categoria ESG e i diversi criteri con cui sono composti i portafogli di investimento non sembrano fornire di per sè un'extra performance, ci sono fondi ESG che hanno rendimenti più alti rispetto al mercato (il cosiddetto “Aplha”): perciò è fondamentale saperli selezionare bene.
E chi ha tecnologia e preparazione per farlo ha un grande vantaggio: non affiderete certo i vostri risparmi a chi non le possiede o a chi ha conflitti di interesse?!