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Amministrato o Gestito? I 4 Aspetti da valutare

Scritto da Team Investimenti | 6-mag-2022 10.43.01
Sai se i tuoi risparmi si trovano in un Deposito amministrato o in un mandato di Gestione Patrimoniale?

E, soprattutto, sai qual è la differenza?
 
Iniziamo col dire che, così come devi aprire un conto corrente dove depositare il tuo contante, se vuoi investire i tuoi risparmi, dovrai aprire un “contenitore” presso una Banca o una Sim dove detenere i tuoi asset finanziari.
 
Questo “contenitore” si chiamerà “Deposito titoli” nel caso in cui tu sottoscriva un Contratto di Deposito e Amministrazione titoli e “Gestione Patrimoniale” nel caso in cui tu sottoscriva appunto un contratto di Gestione Patrimoniale.
 
I due servizi hanno una cosa in comune: l’obbligatorietà della profilazione Mifid.
 
Ciò significa che in entrambi i casi potrai acquistare solo quei prodotti finanziari che sono adeguati al rischio che puoi sostenere, al tuo orizzonte temporale ed alla tua esperienza finanziaria.

Le differenze sono invece molteplici. Le più importanti, quelle che devi valutare per decidere con quale modalità investire i tuoi risparmi, sono quattro:
  1. Contrattuale
  2. Gestionale
  3. Fiscale
  4. Costo

 

1. Contrattuale

Deposito titoli amministrato: la stipula di questo contratto prevede l’apertura di un dossier titoli presso la Banca, che assume il compito di custodia ed amministrazione degli stessi. Le compravendite vengono effettuate solo su ordine del cliente.

 

Mandato di Gestione Patrimoniale: questo contratto prevede il conferimento alla Banca o alla Sim di un mandato ad operare per proprio conto, nel rispetto dei limiti di investimento indicati, senza necessità di preventivo assenso da parte del cliente stesso. Il gestore ha comunque l’obbligo di rendicontare trimestralmente tutte le operazioni effettuate.

 

2. Gestionale

Deposito titoli amministrato: Il risparmiatore decide in autonomia quando, cosa e quanto comperare e vendere. Ciò implica che il cliente si occupi attivamente di quanto accade sui mercati finanziari, si informi costantemente ed abbia una conoscenza finanziaria adeguata per comprendere l’entità dei rischi in cui incorre investendo nei diversi prodotti finanziari.*

 

Mandato di Gestione Patrimoniale: Il gestore incaricato decide quali prodotti finanziari comperare e vendere per conto del cliente, nell’ambito dei limiti del mandato ricevuto.

 

3. Fiscale

Deposito titoli amministrato: Il regime fiscale dell’amministrato prevede che si possano compensare solo le plusvalenze e le minusvalenze derivanti da redditi diversi; cioè quelle derivanti dalla compravendita di titoli azionari o obbligazionari, ma non da cedole o dividendi, né da compravendita di fondi comuni o di etf. La tassazione viene pagata solo in caso di realizzo della plusvalenza (vendita del prodotto finanziario), non compensabile. Le minusvalenze possono essere utilizzate per compensare le plusvalenze sino a quattro anni dopo il loro realizzo.

 

Mandato di Gestione Patrimoniale: Il regime fiscale del gestito prevede che tutte le plusvalenze e le minusvalenze (quindi derivanti da qualsiasi tipologia di asset finanziario che rappresenta il sottostante della gestione patrimoniale) si compensino nell’arco dell’anno. La tassazione viene applicata annualmente solo sulla differenza positiva tra il totale del patrimonio gestito al 31.12 di un anno e quello iniziale al 31.12 dell’anno precedente. Qualora sussista un risultato netto di gestione negativo pregresso, il futuro risultato di gestione positivo può essere compensato con tale minusvalenza sino al quarto anno successivo alla contabilizzazione della stessa.

 

4. Costo  (vedi anche Costo dei Fondi Comuni)

Deposito titoli amministrato: I costi comprendono:

  1. Il costo del deposito
  2. I costi di transazione dei prodotti finanziari (acquisto e vendita)
  3. Le spese per operazione
  4. I costi degli degli eventuali fondi comuni e ed etf acquistati, tra questi: commissione di ingresso ed uscita, commissione di gestione, commissione di performance e spese varie.
  5. Eventuale commissione del servizio consulenza*

 

Mandato di Gestione Patrimoniale: I costi comprendono:

  1. Commissioni di di gestione patrimoniale
  2. Costo degli eventuali fondi sottostanti (vedi punto sopra)
  3. Spese varie ed eventuali (es: commissioni di trading)
  4. Eventuali commissioni di performance sul risultato della gestione

 

*Insieme all’apertura di un conto di Deposito e Amministrazione titoli, viene talvolta offerto il servizio di consulenza in materia di valori mobiliari. Tale attività era stata prevista dal legislatore già nel 1991, ma ha poi seguito poi un lungo iter legislativo di attuazione e si era rivolta principalmente a clienti istituzionali. Nel tempo, gli istituti finanziari hanno iniziato a proporla anche ai clienti retail. Questo servizio consiste nel fornire consigli specifici di acquisto e vendita di prodotti finanziari, compatibili con il profilo del cliente, a fronte del pagamento di un’ulteriore commissione, detta appunto, di consulenza.
  
Ora hai individuato qual è il tipo di "contenitore" dei tuoi risparmi?
 
Deleghi le tue decisioni di investimento o fai da solo?
 
Se hai un deposito amministrato, sei del tutto consapevole delle scelte di investimento che hai fatto o vuoi sapere se esistono alternative migliori?
 
Se hai invece una gestione patrimoniale, sei in grado di valutare se il tuo gestore è bravo rispetto ai concorrenti?

Euclidea ti può aiutare a capire a fondo le caratteristiche degli investimenti che hai scelto o a valutare il tuo gestore, offrendoti un’Analisi gratuita del tuo Portafoglio

Se poi vuoi approfondire il tipo di approccio all'investimento dei tuoi risparmi che meglio si adatta alle tue caratteristiche ed esigenze, tieni presente che dal punto di vista fiscale i due regimi nel tempo danno risultati pressoché comparabili (la convenienza di un regime rispetto all’altro non è evidente).


Guardando agli aspetti contrattuali e gestionali invece, è probabile che un investitore competente ed interessato alla finanza e ai mercati mobiliari, costantemente informato sulle dinamiche e le notizie economiche, vorrà essere coinvolto in prima persona nelle decisioni di investimento e, disponendo anche di tempo da dedicare a questa attività, sceglierà la prima forma di investimento. In questo caso, oltre ad analizzare nel dettaglio tutti i prodotti di investimento che gli vengono suggeriti, dovrà prestare attenzione anche ai costi espliciti ed impliciti che vengono applicati. La mancanza di trasparenza sulle voci di costo (che, come si evince dall’elenco sopra riportato, sono molto numerose) è una prassi piuttosto diffusa, sebbene la normativa in atto sia orientata all’evidenziazione ed alla facile lettura degli stessi.

 

Tu ti senti sufficientemente esperto da prendere decisioni di investimento in autonomia meglio di quello che possa fare un gestore professionale e disciplinato?

 

Alcuni investitori, infatti, considerano l’investimento nei mercati finanziari un’attività poco diversa dal gioco d’azzardo: scommettere su rialzi e ribassi sperando di essere fortunati. Finché i mercati salgono, va tutto bene, ma in periodi di incertezza e di discesa dei valori azionari ed obbligazionari le perdite di valore possono diventare particolarmente ingenti e tali da mettere alla prova la tranquillità dell’investitore. Inoltre la grande maggioranza dei risparmiatori non ha nemmeno il tempo necessario da dedicare ad un’attività così complessa. Per questo, così come si affida la propria salute ad un medico, la propria tutela giuridica ad un avvocato o l’esercizio fisico ad un istruttore, è più saggio affidare a professionisti esperti le scelte di investimento, una volta definiti i propri obiettivi e la propria propensione al rischio.

 

Un mandato di Gestione Patrimoniale garantisce infatti una gestione disciplinata e diversificata e un costante monitoraggio degli investimenti, grazie all’assunzione di decisioni derivanti da analisi approfondite sul movimento dei mercati, all’elaborazione quotidiana di migliaia di informazioni e talvolta dall’applicazione di segnali provenienti da sistemi informatici all’avanguardia (algoritmi).

 

Certo ciò non mette al riparo dalle incertezze e dalle sorprese che caratterizzano i mercati finanziari, ma è senza dubbio il modo più serio e professionale di investire. L’unico limite a tutto ciò è sempre stata la soglia minima di accesso a tale servizio. Trattandosi infatti di un servizio personalizzato, per aprire una Gestione Patrimoniale viene generalmente richiesto un patrimonio minimo elevato, pari ad alcune centinaia di migliaia di euro.  In più la prassi di mercato è quella di applicare un costo elevato (nell’ordine di qualche punto percentuale), proprio perché si tratta di gestione personalizzata, e, soprattutto, inversamente proporzionale alle masse investite.

 

Euclidea è nata per rendere accessibile a tutti la Gestione Patrimoniale: la soglia minima di accesso è infatti pari a 5.000 euro, i costi sono uguali per tutti, per tutte le linee di gestione e mediamente inferiori di oltre il 50% rispetto a quelli applicati dagli altri operatori di mercato.

 

Ciò grazie non solo all’utilizzo esclusivo della classe istituzionale dei fondi sottostanti (che mediamente hanno un costo annuo almeno dimezzato rispetto alla commissione della classe retail), ma anche grazie all’impiego della tecnologia, all’eliminazione delle commissioni di performance e all’annullamento di qualsiasi spesa aggiuntiva di compravendita o tenuta conto. E con una costante attenzione alla performance: l’algoritmo proprietario consente infatti di selezionare i fondi più performanti appartenenti alle asset class più interessanti e di rivedere ed aggiustare nel continuo la correttezza delle posizioni assunte.

 

E tu sei in grado di prendere le giuste decisioni di investimento in ogni situazione di mercato? Accedi ora all’Analisi di Portafoglio gratuita e scopriamolo insieme!